Museo del Lavoro e dell’Emigrazione – Approvato

2010

L’Altoforno 4, realizzato tra il 1957 e il 1960, ha subito negli anni diversi potenziamenti fino al 1981, anno dell’ultima ricostruzione. Dei 4 Altoforni esistenti nell’area è l’unico sopravvissuto. La sua funzione era quella di impianto per la produzione della ghisa. Il 24 marzo 2010, Regione Campania, Comune di Napoli e Bagnolifutura firmarono un Protocollo di Intesa per la realizzazione nell’Altoforno del Museo del Lavoro e dell’Emigrazione. La Bagnolifutura ebbe cura di far redigere, come previsto nel protocollo, il progetto, la Regione Campania avrebbe dovuto finanziare la realizzazione, il Comune velocizzare la fase approvativa del progetto di recupero e riuso.

L’Altoforno è esso stesso oggetto espositivo, per forma, dimensione, materia, oggetti contenuti e non separabili ed è pronto ad accogliere percorsi espositivi multisensoriali (immagini, suoni, odori, manufatti da vedere e/o toccare). Per accogliere la nuova funzione e valorizzare quanto conservato il progettista ha scelto una chiusura sostanzialmente trasparente ed alcuni accorgimenti per contenere il consumo energetico o superare le barriere architettoniche. Sono state mantenute inalterate le quote, le inclinazioni, ma anche i percorsi dei campi di colata al primo piano, rimontato a piano terra il carro siluro. Il progetto definitivo redatto, verificato con esito positivo, era pronto per l’indizione dell’appalto integrato per lavori e progettazione esecutiva, ma la decisione di finanziare l’opera da parte della Regione Campania è stata sospesa e poi, con successivi atti, annullata. Il progetto è rimasto sulla carta

Credits: STUDIO GRAZIANI Architetti & Ingegneri arch. Giancarlo Graziani

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